domenica 9 novembre 2008

“Parlo solamente con atti pubblici”

Gli imprenditori annunciano proteste controlo smantellamento della rotatoria del Grassetti
“Parlo solamente con atti pubblici”
Caso Val di Chienti, no comment del sindaco. Sinistra critica all’attacco

CORRIDONIA - “Io parlo solo attraverso gli atti pubblici”. Con questa dichiarazione lapidaria il sindaco di Corridonia, Nelia Calvigioni, liquida l’invito del cronista a commentare gli scenari che interessano la città sul fronte dello sviluppo industriale. Un argomento tornato d’attualità dopo l’incontro segreto avvenuto martedì scorso tra lo stesso primo cittadino e gli imprenditori Germano Ercoli e Adolfo Guzzini, membri della cordata di industriali che nel 2006 aveva acquistato una zona agricola nell’area a ridosso del parcheggio del centro commerciale Val di Chienti, nel territorio del comune di Corridonia, nelle strette vicinanze di San Claudio. Sia il sindaco che Ercoli avevano dichiarato che l’incontro in Comune era servito a perfezionare un progetto di collaborazione con l’Ipsia di Corridonia. Ma stando ai ben informati si è parlato anche di sviluppo industriale e in particolare della situazione dell’area in questione, che è rimasta agricola nonostante il protocollo d’intesa firmato nel 2004 dall’allora presidente della Provincia, Sauro Pigliapoco, ne avesse previsto l’edificabilità. Il primo cittadino non vuole assolutamente tornare sull’argomento. A differenza di Sinistra Critica, che fa sentire la sua voce. “Vista la situazione - affermano gli esponenti del partito - siamo costretti a tornare sul caso. Dopo l’articolo pubblicato nel mese di maggio 2008, nel quale esprimevamo tutta la nostra contrarietà alle lottizzazioni sulla vallata del Chienti tra il Comune di Macerata e quello di Corridonia, purtroppo nulla è cambiato. Osserviamo che nonostante le mobilitazioni dei cittadini e in particolare di quelle del comitato per la tutela del territorio e di Sos San Claudio le amministrazioni e i privati stanno andando avanti con il loro progetto di cemento e asfalto ovunque. A questo punto ci chiediamo: daranno fastidio i cipressi che portano all’Abbadia? L’emergenza climatica e ambientale e la recessione economica alle porte non dovrebbe portarci a rivedere il tipo di società che vorremmo costruire?”. A Corridonia, dunque, c’è grande fermento nell’ambito imprenditoriale. E a tenere banco sono anche le accese polemiche per la decisione della Provincia di rimuovere la rotatoria del Grassetti. Su tutte le furie i titolari delle imprese situate nella zona industriale. Ieri mattina si è riunita una ventina di imprenditori, affrontando la questione nel corso di una riunione, iniziata alle 9.30 e terminata dopo le 12, a cui hanno partecipato anche il sindaco Calvigioni e l’assessore al Bilancio Manuele Pierantoni. La Provincia sarebbe intenzionata a rimuovere a breve la rotatoria del Grassetti e, in attesa di realizzarne una nei pressi della ditta Pagnanelli legnami, farebbe confluire il traffico nella zona industriale, percorrendo tutta via Valadier per poi immettersi sulla provinciale all’altezza dell’incrocio a fianco dell’ex stabile Marcelletti. Per gli imprenditori sarebbe il caos e per questo qualcuno si è detto pronto anche a sbarrare la strada con i suoi camion per non far partire i lavori di smantellamento della rotatoria. Interessi, i loro, contrapposti a quelli dei residenti di Piediripa, che spesso si sono lamentati per i problemi legati al traffico. Disagi imputati proprio alla rotatoria davanti all’Hotel Grassetti. Il suo destino sembra segnato ma gli imprenditori non sono affatto intenzionati a gettare la spugna.
DANIEL FERMANELLI (Corriere Adriatico) EDIZ. 8 NOV 2008

San Claudio al Chienti ed il simbolismo della Gerusalemme celeste




San Claudio al Chienti

ed il simbolismo

della Gerusalemme celeste

Nelle pagine di questo sito si trova citato più volte il tema del tempio cristiano inteso simbolicamente come la "porta del cielo, ovvero la casa di Dio" ["Quanto terribile è questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo" (Gen. 28,17)].
La "casa di Dio" è in effetti la città divina, null’altro che la Gerusalemme Celeste, quale è descritta nell’Apocalisse di San Giovanni (Cap. 21). Essa ha forma cubica ed è cinta di mura nelle quali sono aperte dodici porte.
Questa è la città che, sempre secondo san Giovanni, scenderà sulla terra alla fine dei tempi.
Interessanti allusioni simboliche alla Gerusalemme Celeste si trovano in alcune chiese medievali marchigiane, realizzate a pianta centrale 1), il cui impianto architettonico rimanda, appunto, alla forma cubica . [O. Beigbeder – (Lexique de symbols) Lessico dei simboli– Milano 1988 pp.94 e ss. ]
A parere di chi scrive il più interessante esempio di questo si trova in San Claudio al Chienti, presso Corridonia (MC).
L’edificio è assai antico - risale verosimilmente all’XI° sec.- 2) e mostra una caratteristica - almeno in Italia –non molto frequente; si tratta delle due torri a pianta circolare ai lati della facciata.
Come rileva Beigbeder, questo verosimilmente è un modo per alludere alle torri che, nelle antiche cinte murarie, affiancavano le porte cittadine; in questo senso, dal punto di vista del simbolismo cristiano, il richiamo era alla "porta celeste" che introducevano alla città di Dio.
Per altro, è facile constatare come il simbolismo delle due torri in facciata sia stato realizzato spessissimo nelle chiese medievali dell’Europa centrale e settentrionale.
Tornando a San Claudio, per quanto già accennato, è chiaro che la sua forma tendenzialmente cubica è un richiamo alla Gerusalemme celeste e su questo non vogliamo aggiungere altro.
Dalla pianta quadrata dell’edificio sporgono però cinque absidi.
Quest’ultima caratteristica dovrebbe essere intesa come relazione con il Corpo mistico di Cristo (che è un’altra dimensione simbolica della chiesa, appunto) e, in particolare, con le cinque ferite causate dai chiodi (e dalla lancia) sulla Croce.
Infatti è attraverso il sangue sgorgato dalle Ferite del Cristo che è stata possibile la Redenzione del genere umano per il quale, appunto si è aperta la "porta del Cielo" 3) .
Probabilmente sarebbe interessante approfondire ulteriormente almeno qualcuno degli argomenti citati in questo breve scritto; tuttavia, anche questa volta, ragioni di brevità impediscono di inoltrarsi ulteriormente nel discorso.
1) Altre chiese di questo genere possono essere considerate San Vittore alle Chiuse (presso Genga) ed anche Santa Croce a Sassoferrato, entrambe in provincia di Ancona. Per una disamina dei contenuti architettonici degli edifici vedi: Paolo Favole, Le Marche – collana di "Italia romanica". Milano 1993.
2) Altra caratteristica rilevante della chiesa è quella di essere composta da due ambienti consacrati di pianta identica, l’uno sovrapposto all’altro.
Il portale che si nota al "secondo piano" della facciata proviene da un altro edificio medievale della zona.
3) Per altro, la salvezza universale che sta accadendo ora per il sacrificio del Cristo, si compirà alla fine dei tempi quando Cristo sarà "tutto in tutti". [I° Corinzi (15,20-26.28)].
Lo stesso simbolismo delle ferite del Cristo è di solito richiamato quando si considerano chiese con cinque cupole.
Per un’estesa spiegazione del significato delle ferite del Cristo espresso nell’iconografia medievale, vedi: L. Charbonneau- Lassay, Il giardino del Cristo ferito – Roma, 1998.

fonte: http://spazioinwind.libero.it/iconografia/Claudiochienti.htm

sabato 8 novembre 2008

GIOVANILE CORRIDONIENSE – CUS MACERATA 4 - 4

by cusmacerata
03/11/2008 - 17:41:57

GIOVANILE CORRIDONIENSE – CUS MACERATA 4 - 4
Esce indenne il Cus dalla difficile trasferta di Corridonia. La squadra porta a casa un punto dopo una partita combattuta e avvincente. Il pareggio rappresenta , per quello che si è visto in campo, il risultato più giusto. Il primo tempo pende tutto per la squadra locale che, con pericolosi contropiedi, mette in seria difficoltà la nostra difesa. Passiamo per primi in vantaggio con un bel tiro di sinistro di Bacosi al 7’. Come spesso accade in un paio di minuti confezioniamo il regalo per i nostri avversari. Punizione dal limite e un articolato movimento di scalate ( in barriera) ci lascia tutti immobili mentre i nostri avversari si passano la palla e tirano senza alcuna opposizione. Gol e pareggio. Al 14’ altra punizione per Corridonia che si porta sul 2 a 1 con un tiro deviato dalla nostra barriera che si insacca sulla sinistra dell’incolpevole Ferrante. Maciniamo gioco ma subiamo troppo le ripartenze avversarie, solo il nostro portiere ci tiene in partita respingendo tutto quello che gli passa davanti. Al 28’ arriva il pareggio con Delcuratolo che chiude la prima frazione con un bel tiro che trafigge l’estremo difensore ospite.
Nel secondo tempo i nostri sembrano avere più coraggio e si buttano in un pressing asfissiante che però non produce molto. Purtroppo ci pensa Scopigno a confezionare il solito “cadeau” per gli ospiti, con un tentativo di tunnel nella nostra area porge il pallone all’attaccante ospite che non ci pensa troppo e tira in porta portando i suoi al secondo vantaggio. Nel nostro momento migliore subiamo un duro colpo ma consapevoli dei nostri mezzi ripartiamo e dopo due minuti Bacosi ci riporta sul tre pari.
Il nostro vantaggio si materializza dopo 5 minuti con Bonfigli che segna davanti al portiere Corridoniese. Finita? Ovviamente no, quando la partita sembrava in discesa confezioniamo un altro “cadeau”. Cicarilli sbaglia l’imbucata e Corridonia si ritrova 3 contro 1 (i nostri stavano già davanti la porta avversaria… ), occasione d’oro che sfruttano al meglio chiudendo il match sul 4 a 4.
Che dire ? Dobbiamo crescere e tanto!
Ferrante: “ombre de partido”, se non c’era lui…7,5
Bruno: buona partita per lui, non ha colpe sui gol subiti ma ha avuto una buona occasione per segnare 6+
Cicarilli: la partita con l’u21 gli toglie un po’ di energia, a parte l’errore sul gol subito sembra scarico 5,5
Bacosi: segna due gol ma in difesa non aiuta quasi mai 6,5
Burini: non incide sugli episodi importanti sia quelli negativi che i positivi 5,5
Bonfigli: è lui che dà la scossa 7
Delcuratolo: si accende e si “spegne” , quando vuole fare gol non lo ferma nessuno ma a volte sembra che voglia fare tutto da solo 6,5
Scopigno: non è la sua giornata, assist agli avversari e passaggi sbagliati 5
Aniceto: gioca solo un tempo, poteva servire nella seconda frazione… 6
Carpineti: sv
Avello: sv
Zampolini: la squadra non morde e nel secondo tempo si dimentica Aniceto 5,5
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venerdì 7 novembre 2008

CORRIDONIA: CENA INDIANA CON LO SLOW FOOD

Venerdì 14 NOVEMBRE 2008 ore 20,45
CENA INDIANA

Degustazione a cura di Carole Chapman
presso l’Osteria de “I BEATI PAOLI”
via Cavour,105/107 – Corridonia
menu

ANTIPASTO: POPPADUMS WITH MANGO CHUTNEY AND LIME PICKLE
(Poppadum con marmellata Indiana) SHEEKH KEBAB WITH RAITA (Polpettone di manzo con
salsa di yogurt, aglio e cetriolo)
PRIMO: VEGETABLE SAMOSAS WITH TOMATO AND ONION CUTNEY (Ravioli di
pasta fritta ripieni di verdure con salsa di pomodori e cipolle)
SECONDO: CHICKEN TIKKA MASALA (Pezzi di Pollo marinato in yogurt con spezie tandoori,
zenzero fresco, aglio e limone poi arrostito in forno).
CONTORNI: TARKA DAAL (Lenticchie cotto con cumino, cipolle, aglio e spezie)
BRINJAL BHAJI :AUBERGINES COOKED AS AT THE LAKE PALACE HOTEL
UDAIPUR (Melanzane grigliate e poi cotte con pomodori e spezie alla Hotel Palazzo Udaipur) ALOO
GOBI POTATOES AND CAULIFLOWER COOKED WITH SPICES AND
TOMATOES (Patate e cavolfiore cotto con spezie e pomodori)
BASMATI RICE – (riso Basmati)
KULFI INDIAN ICE CREAM FLAVOURED WITH PISTACHIO NUTS (Gelato tipico
dell’India con pistacchi)
Birra Artigianale La Rocca Manerba
Prezzo per la cena € 32,00
Prenotazioni entro il 13 Novembre
_–(0733_433235)–( 333_6730041).

CORRIDONIA: TEATRO VELLUTI

TEATRO VELLUTI

Nella piccola Montolmo (oggi Corridonia), la passione del teatro ha origini precoci; risale infatti al 1603 l’istanza (come al solito nella ragione avanzata da cittadini giovani ed entusiasti, spesso riuniti in filodrammatiche) per sovvenzioni pubbliche finalizzate all’allestimento di commedie (o meglio “tragicommedie” in questo caso) che verranno allestite nella Chiesa sconsacrata di S. Antonio, ormai fatiscente, appositamente rilevata dalla comune agli inizi dell’Ottocento per adibirla a sala teatrale. Allo questo scopo vengono acquistati il palcoscenico, le scene e le decorazioni del rinnovato Teatro dell’Aquila di Fermo per duecentocinquanta scudi (P.P. Bartolazzi, Memorie di Montolmo, 1887). Questa struttura rimane in uso per alcuni anni, quando nel 1817 Giacomo Nobili, esponente dell’aristocrazia locale, prende l’iniziativa di costruire un condominio teatrale con 28 soci, fra i quali il Comune di Montolmo che sottoscrive tre quote in cambio della proprietà del palco centrale “dedicato alla pubblica Rappresentanza”. Il teatro è stato inaugurato, con ogni probabilità, il 26 dicembre 1819, ma si hanno notizie certe su spettacoli di prosa e musicali a partire dal Carnevale 1820. Sempre dalle Memorie di Montolmo si apprende che nel teatro furono eseguiti alcuni oratori sacri di due autori locali, il compositore Pietro Ciaffoni e lo scrittore Angelo Cola. Nel 1823 viene approvato il regolamento che regola l’attività teatrale e dal quel momento sono presenti diverse compagnie di prosa e di marionette.


L’opera lirica va in scena per la prima volta nel 184 con la rappresentazione dell’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Altre opere andate in scena sono la Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti e il Trovatore di Giuseppe Verdi (1872), Il barbiere di Siviglia e Rigoletto (1884), il Faust di Chermes Gounod (1892), Fra Diavolo di Daniel-François-Esprit Auber e la Figlia del Reggimento di Gaetano Donizetti (1896). Nel 1844 si collocarono per la prima volta in platea gli “scranni” a pagamento e nel 1845 si eseguirono lavori di sistemazione con la dotazione di un nuovo sipario, opera dello scenografo conte Giuseppe Pallotta. Nel 1851 la città adotta il nome romano di “Pausola” e nel periodo 1853-1858 si fanno alcuni lavori di ristrutturazione, ma gli interventi più importanti vengono eseguiti nel 1904-1905 (trasformazione del terzo ordine in loggione, costruzione dell’atrio con scala indipendente di accesso al loggione, dotazione dell’impianto elettrico). Nel 1895 il teatro fu dedicato a Giovan Battista Velluti nato a Montolmo (oggi Corridonia) nel 1780; un sopranista evirato stimato da Gioacchino Rossini, Lorenzo da Ponte, Mayerbeer, Haendel e tanti altri compositori dell’epoca, come un grande “virtuoso” del canto non solo per la bellezza della voce e la grande tecnica musicale, ma anche per l’innata eleganza di interprete e di costume destinato a passare di successo in successo nei maggiori teatri italiani ed europei. Nel 1903 i fratelli De Gaetani vi danno una rappresentazione cinematografica muta.


Nel 1904 si procede ad una nuova decorazione affidata al pittore locale Sigismondo Martini (allievo di Giovanni Douprè e Giacomo Bartolini) che, senza nessun compenso, nel settembre 1909, dopo quattro anni di lavoro come “architetto, pittore, decoratore e scenografo”,riapre al pubblico il teatro, sfolgorante per i freschi restauri e per lo sfarzoso impianto elettrico, che offre per circa dodici serate, la Carmen di Bizet. Durante la prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, il Teatro fu aperto raramente e nel 1922, dopo saltuarie e brevi concessioni per serate cinematografiche, Vincenzo Perugini di Corridonia ne ottenne un lungo affitto, durante il quale organizzò vari spettacoli (anche cinematografici), operette ed altro, valendosi delle compagnie di passaggio nei teatri di Macerata. Dal 1920 al 1955 il Teatro, ridotto a “cinema”, assistette ad un penoso degrado e dal 1957 al 1961 l’Amministrazione Comunale, riparando i guasti precedenti, portò il Teatro a miglior decoro. Alla riapertura, la struttura fu adibita a piccole rappresentazioni di prosa e più frequentemente a proiezioni cinematografiche. Nel 1992 viene affidato l’appalto per i lavori di rifacimento del tetto e successivamente viene redatto un progetto generale dei lavori di completo restauro e recupero funzionale del Teatro. Si Riapre finalmente i battenti nel Luglio 2004 per merito di una convenzione tra il Comune di Corridonia e l’Associazione Culturale “Amici del Teatro”.


La stessa, facendosi carico gratuitamente della gestione teatrale, grazie alle conoscenze tecniche teatrali acquisite dai singoli soci, è riuscita ad adeguare le strutture di allestimento di scena ottimizzando le tecniche teatrali già adottate nell’800 con l’indispensabile intreccio tecnologico degli anni 2000. Così completo, sia dal punto di vista strutturale sia per quanto riguarda gli apparati decorativi, il restauro restituisce un gioiello da cui l’intera comunità corridoniana può trarre un indiscusso vanto. Il Teatro Storico Comunale “G.B.Velluti” è inserito nel sistema dei teatri storici marchigiani, come risulta dal "Libro bianco - Teatri Storici nelle Marche" - edito dall'Assessorato alla Cultura della Regione Marche - , così definiti in quanto sono caratterizzati da una forma che rimane immutata a partire dal XVII secolo ed aventi, quali linee essenziali, la pianta a ferro di cavallo, il palcoscenico ben separato dalla sala, la struttura cosiddetta "a pozzo", con le pareti suddivise suddivise da palchi su due ordini ed il loggione. Da notare la singolarità ellissoidale della platea a beneficio dell’acustica di sala, finezza tecnica di difficile riscontro negli altri teatri storici esistenti. Interessante anche il soffitto dove sono raffigurate sei muse secondo lo stile “modernista in senso floreale”: si narra che il Sigismondo Martini durante il restauro del 1904 abbia dipinto i volti delle donne con sembianze di uno suo sfortunato amore pennese.


Molto importanti i lavori di restauro riguardanti l’apparato decorativo dei parapetti e colonne dei palchi in quanto trattasi di recupero delle originali pitture fine 1600 al di sotto dello strato decorativo più moderno. Il Teatro oggi è stato completamente ristrutturato, riportando alla luce il volto barocco originario che adesso gioca per soave contrasto con l’affresco liberty a soffitto del Martini ed al fine di mettere in risalto lo straordinario spettro dei cromatismi presenti in sala, la scelta del colore blu è sembrata meno banale e più intrigante per quanto riguarda la tappezzeria, il sipario e tutte le varie finiture tessili. L'Amministrazione Comunale e l’Associazione “Amici del Teatro”, intendono riempire tale contenitore con iniziative differenziate e con l'apporto di più volontà espresse da associazioni private ed istituzioni pubbliche, nonché di inserire tale struttura nella rete dei teatri marchigiani e nazionali. E` inoltre intenzione di promuovere gemellaggi con altri teatri storici della Comunità Europea, prendendo opportuni contatti con Zurigo, Parigi, Alicante e Londra, nei quali la figura di Giovan Battista Velluti, ultimo dei cantanti lirici evirati, è conosciuta ed apprezzata unitamente ad altri famosi contemporanei.


CORSO GRATUITO PER LA CITTADINANZA


La Croce Verde di Corridonia informa che Martedi 11 Novembre inizia il CORSO DI PRIMO SOCCORSO. Tutti possono e devono partecipare!!!!!

Lanciamo I NOSTRI EVENTI: il libro della Margutta


C'è la possibilità di poter acquistare il libro della Contesa della Margutta, da inserire nei vostri cesti natalizi o semplicemente nella libreria di casa ..... 
Se volete saperne di più mettetevi in contatto con L'Associazione "CONTESA DELLA MARGUTTA".....