sabato 25 ottobre 2008

IPPODROMO MARTINI FERMO PER LO SCIOPERO DI ALLEVATORI, ALLENATORI, PROPRIETARI, SCUDERIE E FANTINI


CORRIDONIA – Rischiano di saltare completamente le giornate di corse al galoppo dell’ippodromo Martini in programma ad ottobre e forse anche quelle di novembre e dicembre. E ‘ questo il primo tragico effetto dello sciopero indetto dalle categorie ippiche (allevatori, allenatori, proprietari, scuderie, fantini) per protestare nei confronti dell’Unire. Al Martini non sono state disputate le corse pomeridiane del 13 e salterà quella del 20 ottobre mentre è appesa ad un flebile filo quella del 30 ottobre. Ma vista la situazione non è da escludere che non venga disputata, sicuramente non senza conseguenze, tutta la pur breve stagione autunnale e invernale. Non è servito a nulla l’incontro di giovedì tra gli ippodromi, fantini, allevatori e proprietari con il ministro dell’agricoltura Zaia e con il sottosegretario Gianni Letta, svoltosi a Roma. La non adesione alle corse degli allevatori e proprietari decisi di portare avanti lo sciopero ad oltranza, fino a che non avranno delle certezze sui pagamenti, sui monte premi e altre questioni tecniche, blocca al momento la possibilità di disputare le giornate di corse programmate. I pagamenti dei montepremi alle scuderie stanno subendo rinvii sempre più lunghi, purtroppo a causa dei ritardi dei riversamenti dell’Unire agli ippodromi, che poi dovrebbero girarli alle categorie. Le strutture ippiche incominciano ad avere difficoltà nella gestione economica. E’ da una settimana che gli ippodromi sono fermi. “Noi stiamo subendo questa situazione e se non si risolve metteranno in difficoltà la gestione della struttura. – dichiara preoccupato Pietro di Girolamo, presidente del comitato corse ippiche di Corridonia - Noi abbiamo quattro dipendenti a tempo indeterminato, uno a tempo determinato e una trentina di collaboratori per i totalizzatori. Vedo le categorie molto determinati. I proprietari son esasperati e preferiscono non correre piuttosto che continuare a subire le riduzione dei montepremi e accettare pagamenti a babbo morto, che rendono difficoltosa la gestione delle scuderie e quindi di tutto il comparto. I rappresentanti del governo non hanno dato soluzioni e tra l’altro si trovano a dover dipanare situazione vecchie e nodi che ora vengono al pettine. Speriamo che si arrivi ad un accordo a breve”

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